Lo straordinario viaggio delle anguille.


Ph. Eric Gibcus-saxifraga

<Ma è un pesce?!>

L'anguilla è un pesce davvero strano, tanto strano da rendere legittima la domanda: <ma è un pesce?!>


La risposta è SI, ma alcuni caratteri la rendono particolarmente interessante.

Ha una forma allungata che la fa sembrare quasi un serpente, inoltre non ha branchie facilmente distinguibili come in molti pesci, sono invece nascoste all'interno di piccoli orifizi appena visibili. Se poi vi capitasse di vederla strisciare fuori dall'acqua...


Ph. GerardM

Se poi vi capitasse di vederla strisciare fuori dall'acqua...

Già, è strana anche nel comportamento: è in grado di emergere e strisciare fuori dall'acqua spostandosi sul terreno per evitare gli ostacoli presenti nel fiume. La sopravvivenza fuori dall'acqua è permessa dalla posizione delle branchie, nascoste e protette e dalla sua capacità di respirare attraverso la cute umida.


Ma la cosa davvero sorprendente è il suo comportamento riproduttivo.

Raggiunta l'età adulta di 8-15 anni, tutte le anguille europee partono per un viaggio di 8.000 (!) chilometri attraverso terre mai viste, oceani e abissi impenetrabili richiamate da un mare lontano.


La meta è il mar dei Sargassi, un paradiso non troppo lontano dal mar dei Caraibi, in cui le anguille sfinite dal viaggio incredibile, prima di morire, compiono l'ultimo miracolo dando vita a milioni di piccole uova feconde. Una fatica non indifferente, ma questa strategia riproduttiva ha un grande vantaggio: mescolare il patrimonio genetico di tutte le anguille europee, non solo quello di popolazioni ristrette.


Ma lo straordinario ciclo vitale di questo animale è ancora a metà, perché adesso le giovanissime anguille devono raggiungere l'Europa.

Un viaggio reso possibile dalle correnti oceaniche: i naturali flussi d'acqua permettono a milioni di minuscole larve trasparenti di spostarsi in maniera totalmente passiva attraverso tutto l'oceano Atlantico fino a raggiungere il Mediterraneo e l'Europa.

Raggiunte le coste, dopo una traversata di 1-2 anni, torneranno a popolare le acque interne europee fino al giorno in cui il mare (dei Sargassi) farà sentire il suo richiamo.


Giovani anguille. Ph. Uwe Kils


Questo suo complesso ed incredibile ciclo vitale rende molto difficile la convivenza con l'uomo perché risente dell'impatto sia sugli ambienti marini che d'acqua dolce: la pesca eccessiva, l'inquinamento delle acque e la distruzione delle zone umide, ma anche cause solo all'apparenza "naturali", derivanti in realtà dall'impatto dell'uomo sul pianeta: i cambiamenti climatici in atto, per esempio, hanno portato a una variazione nella direzione delle correnti oceaniche, unico mezzo di trasporto per le giovanissime anguille dirette nelle acque dolci europee.


L’impossibilità di riprodursi al di fuori del mar dei Sargassi e la conseguente difficoltà nel ripopolare le acque artificialmente porta ad un’unica soluzione: salvaguardare la salute del pianeta prima di perdere del tutto la sua incredibile diversità.




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Per la foto di copertina si ringrazia denbighshirecountryside.org.uk

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